Le
cellule si dicono eccitabili quando, soggette a stimoli opportuni,
invertono la polarità di carica membranaria. Tutte le cellule, sia
quelle eccitabili che non, sono polarizzate con la differenza che le
cellule eccitabili, se opportunamente stimolate, possono invertire
tale polarità. Normalmente la cellula a riposo presenta una ddp
attorno a -70mV (nelle cellule muscolari è -90mV). Se lo stimolo
raggiunge il cosiddetto valore soglia, la membrana si depolarizza
fino a -45\-55mV e si viene a creare l’inversione di polarità fino
a un valore di +20\25mV. Ciò è dovuto ad un brusco e momentaneo
cambiamento delle conduttanze ioniche della membrana che diventa
permeabile al sodio e al calcio.
A
favorire l’inversione di polarità è l’apertura di determinati
canali ionici, macromolecole proteiche che attraversano a tutto
spessore una membrana biologica, consentendo il passaggio di ioni
nella direzione determinata dal loro gradiente elettrochimico.
La
membrana cellulare presenta diversi tipi di canali che possono essere
sommariamente suddivisi in canali ionici passivi, canali strutturali
di membrana che generano una diretta comunicazione tra l’interno e
l’esterno della cellula, sempre aperti e molto più numerosi per il
potassio rispetto al sodio (75-100 canali in più per il potassio,
dimostrando che la membrana è quasi del tutto permanente al
potassio); canali ionici attivi, che in condizioni di potenziale a
riposo si presentano chiusi. Questi ultimi a loro volta si
classificano in: canali ionici voltaggio dipendenti, canali ionici
ligando dipendenti, o a porta chimica, che cambiano conformazione al
legame del neurotrasmettitore, aprendosi e canali stretch activated,
che sono attivi quando la membrana subisce una sollecitazione
meccanica.
Quando
questi canali si aprono ci sarà un passaggio di ioni che dipende dal
gradiente di concentrazione e dal gradiente elettrochimico, generato
dal campo elettrico. All’esterno della cellula la concentrazione di
sodio è pari a 140meq\L mentre all’interno è circa 12meq\L.
Viceversa la situazione del potassio è opposta: all’esterno della
cellula la sua concentrazione è 4,2-4,4 meq\L e all’interno è 145
meq\L. Dunque gli strati sottostanti la membrana cellulare presentano
cariche negative mentre quelli sovrastanti cariche positive.
Quando
si apre un canale ligando dipendente il flusso di ioni non è
estremamente selettivo: se si apre un canale nicotinico a seguito
dell’interazione con due molecole di Ach, si ha un flusso cationico
misto, cioè entra sodio e fuoriesce potassio secondo il gradiente di
concentrazione. Ovviamente il flusso di sodio è maggiore perché
questo è spinto sia dal gradiente di concentrazione sia da quello
elettrochimico per cui la membrana si depolarizza, mentre la
fuoriuscita di potassio è favorita dal gradiente di concentrazione
ma è ostacolata dalle cariche positive presenti sulla membrana.
Tuttavia attraverso il canale ligando dipendente può passare anche
una certa quota di ioni calcio (entra circa il 10%).
Al
contrario, i canali voltaggio dipendenti sono selettivi nei confronti
delle correnti che li attraversano: se si apre un canale voltaggio
dipendente del sodio, sarà solo il sodio a passare. Quindi ci
saranno anche canali voltaggio dipendenti del potassio e del calcio.
I
canali voltaggio dipendenti sono caratterizzati dalla presenza di
sensori di voltaggio, cioè presentano una disposizione ordinata di
cariche positive sul segmento S4, solitamente Arg o Lys e si è visto
che sostituendo questi amminoacidi con residui apolari si riduce,
fino a scomparire, la voltaggio dipendenza del canale. Inoltre i
canali voltaggio dipendenti sono presenti in 3 conformazioni:
- CHIUSO: il segmento di connessione tra l’alfa elica 3 e l’alfa elica 4, che rappresenta il sensore di inattivazione, si trova in posizione di apertura mentre il segmento alfa elica F4 è il posizione di chiusura. La ddp è attorno ai -70mV e il canale è chiuso ma attivabile
- APERTO: se stimolato, la ddp del canale passa a -55mV e la porzione F4 passa dalla configurazione di chiusura a quella di apertura.
- INATTIVATO: il canale è chiuso e non attivabile.
I
valori di potenziale a cui si aprono i canali del calcio sono diversi
rispetto a quelli a cui si aprono i canali del sodio e del potassio
per cui si distinguono i canali del calcio voltaggio dipendenti ad
alta soglia e a bassa soglia. I primi sono quelli che si aprono a ddp
piuttosto distanti dal potenziale di riposo (70 mV) della cellula
stessa e sono ad esempio i canali del calcio di tipo L, localizzati
nel cuore, anche definiti Long Lasting o canali diidropiridinici (la
diidropiridina vi si lega). Ci sono poi i canali di tipo N, dove N
sta per neurone poiché questi sono localizzati soprattutto a livello
delle sinapsi chimiche, i canali P, i canali Q e i canali R, che si
aprono in un range di valori di potenziale che va da -10 a -30 mV.
Altro tipo di canali del calcio sono quelli di tipo T, dove T sta per
transient, e sono canali a bassa soglia che si aprono a potenziali di
-60 mV permettendo un ingresso rapido di calcio all’interno della
cellula. Ai fini della polarizzazione e quindi dell’inversione
della polarità di carica, le correnti di calcio non danno un
contributo sostanziale ma sono responsabili ad esempio della
plasticità sinaptica (capacità del sistema nervoso di modificare
l’intensità delle sinapsi, di farne delle nuove o di eliminarne
alcune), della trasduzione del segnale. Quindi il calcio è circa
mille volte più concentrato all’esterno ma il contributo massimale
per l’inversione di polarità di carica è dato dai canali del
sodio. Se riducessimo le concentrazioni di sodio all’esterno,
l’intensità del potenziale d’azione sarebbe minore. Addirittura
se sostituissimo il cloruro di sodio dell’ambiente cellulare con il
cloruro di colina, la cellula non si depolarizzerebbe. Il valore
soglia per l’apertura del canale sodio voltaggio dipendente è -55
mV. Mentre nella maggior parte delle cellule la depolarizzazione è
dovuta principalmente all’apertura dei canali del sodio voltaggio
dipendente, nelle cellule della muscolatura liscia l’overshot è
dovuto all’apertura dei canali del calcio voltaggio dipendenti,
come i canali del calcio voltaggio dipendenti, i canali inositolo
4-5 trifosfato dipendenti e i canali strech activated.
I
canali del sodio voltaggio dipendenti sono clusterizzati, cioè sono
localizzati in zone specifiche del neurone quali il monticolo
assonico, detto anche cono d’emergenza, a livello dei nodi di
Ranvier, ed è solo qui che il potenziale d’azione può nascere.
Quando un neurone si eccita quindi entra il sodio innanzitutto ma nel
passaggio del potenziale di membrana da -70 a +20 ci sarà anche
l’apertura dei canali del calcio, per cui la concentrazione di
calcio intracellulare aumenterà ma dovrà farlo in modo transiente
poiché un eccesso di calcio intracellulare può dare eccitotossicità
e la cellula può andare incontro ad apoptosi.
I
canali strech activated, detti anche meccano sensitivi, non sono
eccessivamente presenti sulla membrana cellulare ma sono i
responsabili di tutte le attività sensoriali dell’organismo e sono
quindi localizzati a livello dei recettori tattili (corpuscolo del
Pacini, Ruffini, del Meissner, del Merkel). La loro densità per
micron2
di membrana cellulare non è estremamente elevata.
Le
molecole possono attraversare la membrana per diffusione semplice o
attraverso fenomeni di diffusione facilitata o attraverso fenomeni di
trasporto attivo secondario. Ad esempio il glucosio a livello
intestinale entra nella cellula attraverso dei trasportatori, GLUT,
sodio dipendenti. Si tratta quindi di un trasporto attivo secondario:
è attivo perché a monte dell’assorbimento c’è la pompa sodio
potassio, che mantiene elevate le quantità di sodio all’esterno
della cellula. Quando il sodio lega il trasportatore l’affinità
del complesso trasportatore-sodio per il glucosio diventa elevata e
il glucosio entra nell’enterocita. Nella diffusione facilitata
invece l’ingresso della molecola avviene più velocemente di quanto
avverrebbe normalmente per gradiente di concentrazione e tale
trasporto facilitato è sodio indipendente. Infine il trasporto
attivo prevede l’utilizzo di un trasportatore che può essere un
antiporto (pompa sodio potassio) o un simporto.
Pompa
sodio potassio
Ha
la funzione di mantenere il gradiente elettrochimico, favorendo la
presenza di sodio all’esterno della cellula e di potassio
all’interno (tre ioni sodio entrano e 2 ioni potassio escono).
Poiché il potenziale è generato dall’ingresso di sodio è
indispensabile che questo sia presente in concentrazioni più elevate
all’esterno rispetto all’interno. Oltre a ciò, la pompa
garantisce l’omeostasi del volume cellulare: lo ione sodio è
estremamente solvatato per cui ogni atomo di sodio che entra trascina
con se molte molecole di acqua e se non ci fosse la pompa, la cellula
andrebbe incontro a rigonfiamento e lisi. La pompa sodio potassio
inoltre determina quello che viene definito “ristoro cellulare” a
seguito di un’elevata frequenza di scarico dei neuroni. Normalmente
i neuroni hanno delle frequenze di scarica che possono superare i 100
Hz e quindi 200\300 volte in un secondo entra sodio ed esce potassio.
Quindi il bilancio dei due ioni non sarebbe più lo stesso se non ci
fosse la pompa. Il rendimento della pompa sodio potassio è
condizionato, oltre che dalla temperatura, dalla concentrazione del
sodio e del potassio stesso: ogni volta che aumenta la concentrazione
di sodio e di potassio all’esterno, l’attività della pompa
risulta notevolmente aumentata.
Il
canale del sodio può trovarsi in tre configurazioni: chiuso, con una
differenza di potenziale di 70 mV (in questa configurazione il canale
può essere attivato); aperto, quando la differenza di potenziale
arriva a -55 mV; inattivo, quando il sensore voltaggio dipendente,
che si era aperto velocemente nella fase di attivazione, si richiude
più lentamente e il sensore di inattivazione si porta in posizione
di chiusura, rendendo il canale del sodio refrattario.
n
tal modo il canale del sodio è refrattario e la cellula non è
eccitabile nonostante vi sia lo stimolo. La durata della
refrattarietà condiziona la frequenza di scarica con la quale i
neuroni inviano il segnale. Per esempio se un neurone può scaricare
a 600 Hz avrà un periodo di refrattarietà assoluta piccolo ma se
può scaricare a massimo 80 Hz avrà un periodo di refrattarietà
piuttosto lungo.
Il
canale del sodio è un omotetramero costituito da 4 subunità, ognuna
costituita da 6 alfa eliche. I sensori di voltaggio del canale del
sodio si trovano nell’alfa elica in posizione 4. Ci sono poi dei
loop di collegamento citosolici tra l’alfa elica 3 e la 4
responsabili della inattivazione del canale. Ci sono tantissime
omologie strutturali nella sequenza primaria dei canali del sodio e
del calcio e ci sono molte mutazioni puntiformi che possono portare a
malattie definite canalepatie. I loop citosolici sono fosforilati
dalla proteina chinasi A e dalla proteina chinasi C per cui
l’apertura del canale è regolato oltre che dal potenziale di
membrana, anche dal grado di fosforilazione. Tuttavia fosforilazione
del canale non significa necessariamente apertura del canale: ad
esempio a livello cardiaco, la fosforilazione del canale long lasting
mediata dall’interazione della noradrenalina con il recettore beta
adrenergico (la NA attiva l’adenilato ciclasi e l’aumento di cAMP
promuove la fosforilazione del canale) fa aumentare i livelli del
calcio e quindi l’aumento della contrazione cardiaca. Quindi in
questo caso la fosforilazione corrisponde all’apertura del canale.
In altri casi invece, come nel caso del potassio, la fosforilazione
dei canali del potassio invece può portare alla chiusura dello
stesso provocando eccitazione della cellula. Quando un canale del
potassio si chiude, la cellula si eccita. La famiglia dei canali del
potassio è grandissima: ci possono essere di tipo voltaggio
dipendente, calcio attivati (si attivano solo quando c’è calcio
all’interno della cellula), canali KIR, importanti perché fanno
passare il potassio dall’esterno all’interno della cellula,
contraddicendo quello che abbiamo detto finora, al fine di
stabilizzare la ddp.
Accanto
ai recettori ionotropi, ci sono poi i recettori di membrana che
agiscono con l’ausilio di neurotrasmettitori e attivano dei pathway
trasduzionali che hanno latenze più o meno lunghe a seconda della
lunghezza della via di trasduzione del segnale.
Tutte
le cellule, sia quelle eccitabili che quelle non eccitabili, si
polarizzano attraverso meccanismi comuni. La genesi del potenziale di
riposo è dovuta ad una diversa permeabilità della membrana
cellulare al sodio e al potassio (la membrana è molto permeabile al
potassio, poco al sodio), al passaggio del potassio da un punto
all’altro della membrana e alla pompa sodio potassio. Supponiamo di
avere una cellula sulla cui membrana sono espressi solo i recettori
del potassio, per cui la cellula è permeabile al potassio e
completamente impermeabile al sodio.
Nella
cellula sono quindi presenti ioni potassio e anioni. Poiché la
concentrazione del potassio nella cellula è elevata, questo
incomincia ad uscire dalla cellula. Nell’immagine centrale si
osserva che a mano a mano che il potassio esce, sulla porzione
esterna della membrana si stratifica una carica positiva. Nella terza
immagine ci troviamo in una situazione di perfetto equilibrio
elettrochimico, cioè in una situazione di equilibrio tra il
gradiente di concentrazione che spinge il potassio dall’interno
verso l’esterno e il campo elettrico (la forza di repulsione che
spinge il potassio verso l’interno della cellula). Ciò significa
che quanto più potassio esce e stratifica cariche positive
all’esterno, tanto più la fuoriuscita di potassio è ostacolata
dalla carica positiva di membrana. Questo equilibrio può avere un
riscontro matematico nella equazione di Nernst:
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